Avv. Luigi Ferrajoli 31 Maggio 2018

Nell’ambito dell’istituzione di un trust, il guardiano (c.d. “protector”) rappresenta una figura eventuale ma comunque opportuna per regolarne efficacemente la vita.

La sua funzione è quella di vigilare sull’operato del trustee, nell’interesse dei beneficiari indicati dal disponente, il quale può individuare per tale ruolo una persona fisica  – anche più d’una (in questo caso si avrà un collegio di guardiani) – o giuridica. Continua la lettura »

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In un mercato sempre più globalizzato, le attività produttive sono spesso oggetto di delocalizzazione e ciò provoca problemi al momento di sottoporre a tassazione i redditi prodotti nei diversi Stati.

In tale contesto, fondamentale diviene il concetto di stabile organizzazione, ossia, secondo quanto previsto dall’articolo 162 del Tuir e dall’articolo 5 del Modello Ocse, quella “sede fissa di affari per mezzo della quale l’impresa non residente esercita in tutto o in parte la sua attività sul territorio dello Stato” che, rappresentando un’articolazione della casa madre, non configura un autonomo soggetto giuridico.

Tuttavia, la stabile organizzazione è considerata un autonomo soggetto d’imposta e deve quindi scontare la tassazione nel paese dove opera e nel paese di residenza della casa madre, andando a generare un fenomeno di doppia imposizione limitato o eliminato tramite l’applicazione delle Convenzioni siglate dall’Italia. Continua la lettura »

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Avv. Luigi Ferrajoli 10 Maggio 2018

La natura giuridica dei Consorzi di tutela, come contemplata dal codice civile e specificata dalla normativa comunitaria, ha spesso originato problemi di univoca interpretazione dei connessi profili fiscali, con specifico riferimento al regime IVA applicabile.

La questione, invero, trae origine dalla doppia anima del Consorzio che, da un lato, agisce verso l’esterno in rappresentanza delle imprese consorziate e, dall’altro, retrocede alle aziende associate i risultati delle operazioni realizzate.

Partendo dalla nota sentenza della Corte di Cassazione, n. 22644 in data 2 dicembre 2004, la giurisprudenza, anche comunitaria, è stata più volte chiamata a pronunciarsi in ordine alle possibilità di attribuzione, o negazione, ai Consorzi dei requisiti per l’esercizio di attività imprenditoriale di natura commerciale, presupposto necessario alla legittima detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti. Continua la lettura »

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Nel nostro ordinamento giuridico, l’articolo 139 cod. civ. disciplina la notifica degli atti processuali nel caso in cui non possa avvenire nelle mani proprie del destinatario, ex articolo 138 c.p.c. Nello specifico, tale articolo esplicita le modalità relative ai luoghi dove va ricercato il destinatario e le persona autorizzate alla ricezione della notifica.

Ciò posto, la notifica di un atto impositivo nelle mani di una collaboratrice di uno studio professionale ubicato nello stabile di residenza del contribuente è da considerarsi valida; questo principio è stato confermato dall’ordinanza n. 7638 depositata in data 28 marzo 2018 dalla Quinta Sezione Civile della Corte di Cassazione.

Nel caso di specie, il contribuente aveva proposto impugnazione avverso una cartella di pagamento dell’imposta di registro dovuta in relazione ad una scrittura privata, eccependo un difetto di notifica del prodromico avviso di liquidazione. Continua la lettura »

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Avv. Luigi Ferrajoli 19 Aprile 2018

Accade di frequente di dover valutare l’ipotesi di attribuire la responsabilità civile nei confronti del trustee che, senza le dovute autorizzazioni da parte del disponente, pone in essere condotte contrarie ai doveri imposti dall’atto istitutivo del trust.

Al fine di comprendere se per tale condotta sia possibile contestare a detto soggetto una responsabilità civile per violazione del rapporto di fiducia sotteso a tale negozio giuridico e avanzare, per mano del guardiano, o dei beneficiari, una richiesta di risarcimento danni, occorre analizzare le disposizioni previste dalla Convenzione dell’Aja, dando un opportuno sguardo anche alla Legge di Jersey e di San Marino.

Come noto, in forza dell’art. 2 della Convenzione, “Il trustee è investito del potere e onerato dell’obbligo, di cui deve rendere conto, amministrare, gestire o disporre dei beni in conformità alle disposizioni del trust e secondo le norme imposte dalla legge al trustee”.

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Avv. Luigi Ferrajoli 12 Aprile 2018

Un problema fondamentale che si è posto sin dagli inizi dello sviluppo delle attività commerciali in internet è quello relativo a determinare se e quando un’attività commerciale svolta tramite un server è produttiva di reddito e come debba essere sottoposta a tassazione; più in particolare, quando sia configurabile una “stabile organizzazione”, quando un’impresa estera, nello svolgimento di una propria attività di commercio elettronico diretto, si avvale di un server posto all’interno di altro Stato.

Si è infatti sentita, da parte degli operatori del diritto, l’esigenza di individuare un concetto di stabile organizzazione “virtuale” contrapposto a quello, tradizionale, di stabile organizzazione materiale o personale, che si può concretizzare attraverso l’individuazione di un significativo numero di contratti siglati con clienti fiscalmente residenti nello stato di destinazione per la fornitura di beni o servizi digitali. Continua la lettura »

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Avv. Luigi Ferrajoli 6 Aprile 2018

Nell’analisi degli strumenti posti a garanzia di un soggetto che partecipa – con un ruolo di limitata autonomia decisionale e organizzativa – a bandi di gara europei per l’ottenimento di finanziamenti, assume un ruolo di determinante importanza l’istituto della manleva che – sebbene non tipizzato nel codice civile e, più in generale, nel nostro ordinamento – risulta un valido strumento giuridico di trasferimento del danno e degli effetti derivanti dalla responsabilità civile, inteso in termini tanto contrattuali che extracontrattuali.

Si parla, dunque, di contratto atipico, la cui legittimità deve essere valutata di volta in volta in relazione ai sovraordinati principi di legge e di ordine pubblico che, come è noto, possono limitare l’autonomia privata nella fissazione di talune regole convenzionali.

Preliminarmente, occorre osservare come – secondo autorevole dottrina – il contratto di manleva non subisca limitazioni di validità dalla vigenza della prescrizione di cui all’art. 1229 c.c., essendo la derivata disciplina sussumibile al tipizzato contratto di accollo.

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L’art. 11, co.1, del D.lgs. n. 74/2000 sanziona con la reclusione da sei mesi a quattro anni “chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altri beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l’ammontare dell’imposta, sanzioni ed interessi è superiore ad euro duecentomila si applica la reclusione da uno a sei anni”.

La norma incriminatrice in parola ha anticipato nel nostro ordinamento l’introduzione, ad opera della legge n. 186/2014, della fattispecie di autoriciclaggio all’interno del Codice Penale (art. 648-ter.1), con la quale condivide numerosi ambiti di potenziale sovrapposizione.

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Il novellato schema di adempimenti antiriciclaggio in tema di adeguata verifica della clientela è contemplato nel D.lgs. 231/2007, agli articoli da 17 a 30, che illustrano i contenuti e le modalità di esecuzione di tale obbligo, distinguendo tra misure semplificate e quelle rafforzate, per effetto del differente grado di rischio a cui il destinatario della normativa risulta, per ciascun caso, concretamente esposto.

L’art. 17 del D.lgs. 231/2007 impone l’obbligo di adeguata verifica della clientela anche in occasione dell’esecuzione di un’operazione occasionale disposta dal cliente che comporti la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a 15.000 euro e ciò indipendentemente dal fatto che sia effettuata con un’operazione unica o frazionata.

Tale soglia non rileva per le prestazioni di servizi di pagamento e nell’emissione e distribuzione di moneta elettronica effettuate tramite agenti di attività finanziaria ovvero mediante soggetti convenzionati quali: le banche, Poste Italiane S.p.a., gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica (compresi quelli aventi sede in altro Stato membro), oltre che le succursali di quest’ultimi. Per costo l’adeguata verifica va compiuta anche in relazione ad operazioni occasionali di importo inferiore ai 15.000 euro. Continua la lettura »

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Originariamente introdotta dal decreto legislativo 74 del 2000, la disciplina degli effetti penali derivanti dall’estinzione del debito tributario è stata, da ultimo, «revisionata» dagli articoli 11 e 12 del decreto legislativo 158 del 2015, che hanno rispettivamente modificato l’art. 13 (causa di esclusione della punibilità) e introdotto l’art. 13 bis (circostanza attenuante ad effetto speciale) del D.lgs. 74/2000.

Proprio in relazione agli articoli 13 e 13-bis, ci si è interrogati sulla loro natura processuale o sostanziale.

La prevalente giurisprudenza, anche di legittimità, ha stabilito la loro natura di norme processuali, con la connessa possibilità di essere applicate in via retroattiva con riferimento anche ai procedimenti in corso. Continua la lettura »

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