Tra le questioni attualmente più dibattute in dottrina e in giurisprudenza si segnala la problematica relativa alle richieste di rimborso della c.d. “euroritenuta” formulate dai contribuenti che hanno aderito alla procedura di collaborazione volontaria introdotta dalla legge n. 186 del 15.12.2014 e successivamente reiterata con il D.L. n. 163/2016, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge n. 225/2016.

Una volta, infatti, perfezionata la procedura di voluntary disclosure mediante il pagamento delle somme indicate negli inviti a comparire, o mediante l’autoliquidazione, molti contribuenti che detenevano i propri capitali in Paesi europei non collaborativi hanno richiesto la restituzione di quanto versato alla Stato italiano nei medesimi periodi di imposta a titolo di euroritenuta, ricevendo tuttavia un rifiuto da parte dell’Amministrazione finanziaria. Continua la lettura »

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Avv. Luigi Ferrajoli 14 giugno 2018

Nel nostro ordinamento giuridico, le riproduzioni informatiche costituiscono piena prova dei fatti e delle cose rappresentate fino al disconoscimento della conformità da parte di colui contro il quale sono prodotte, ai sensi dell’articolo 2712 C.C. 

Ciò posto, la posta elettronica, rientrando tra le riproduzioni informatiche ovvero tra le rappresentazioni meccaniche indicate dall’articolo 2712 C.C., fa piena prova dei fatti riportati, salvo il disconoscimento operato dal soggetto contro il quale sono prodotte; questo principio è stato confermato dall’ordinanza n. 11606 depositata in data 14 maggio 2018 dalla Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione. Continua la lettura »

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Avv. Luigi Ferrajoli 7 giugno 2018

L’art. 35 del Regolamento (UE) 2016/679 impone l’adozione di un Data Protection Impact Assessment (DPIA) laddove il Titolare si trovi ad operare nell’ambito di un trattamento di dati personali “che presenta un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche”.

La valutazione di impatto deve consentire al Data Controllerl’accertamento della natura e del reale livello di rischio Privacy cui è esposta la struttura, in modo da prevedere l’attuazione di adeguate contromisure di sistema idonee a mitigarne i negativi effetti. Continua la lettura »

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Avv. Luigi Ferrajoli 31 maggio 2018

Nell’ambito dell’istituzione di un trust, il guardiano (c.d. “protector”) rappresenta una figura eventuale ma comunque opportuna per regolarne efficacemente la vita.

La sua funzione è quella di vigilare sull’operato del trustee, nell’interesse dei beneficiari indicati dal disponente, il quale può individuare per tale ruolo una persona fisica  – anche più d’una (in questo caso si avrà un collegio di guardiani) – o giuridica. Continua la lettura »

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In un mercato sempre più globalizzato, le attività produttive sono spesso oggetto di delocalizzazione e ciò provoca problemi al momento di sottoporre a tassazione i redditi prodotti nei diversi Stati.

In tale contesto, fondamentale diviene il concetto di stabile organizzazione, ossia, secondo quanto previsto dall’articolo 162 del Tuir e dall’articolo 5 del Modello Ocse, quella “sede fissa di affari per mezzo della quale l’impresa non residente esercita in tutto o in parte la sua attività sul territorio dello Stato” che, rappresentando un’articolazione della casa madre, non configura un autonomo soggetto giuridico.

Tuttavia, la stabile organizzazione è considerata un autonomo soggetto d’imposta e deve quindi scontare la tassazione nel paese dove opera e nel paese di residenza della casa madre, andando a generare un fenomeno di doppia imposizione limitato o eliminato tramite l’applicazione delle Convenzioni siglate dall’Italia. Continua la lettura »

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Avv. Luigi Ferrajoli 10 maggio 2018

La natura giuridica dei Consorzi di tutela, come contemplata dal codice civile e specificata dalla normativa comunitaria, ha spesso originato problemi di univoca interpretazione dei connessi profili fiscali, con specifico riferimento al regime IVA applicabile.

La questione, invero, trae origine dalla doppia anima del Consorzio che, da un lato, agisce verso l’esterno in rappresentanza delle imprese consorziate e, dall’altro, retrocede alle aziende associate i risultati delle operazioni realizzate.

Partendo dalla nota sentenza della Corte di Cassazione, n. 22644 in data 2 dicembre 2004, la giurisprudenza, anche comunitaria, è stata più volte chiamata a pronunciarsi in ordine alle possibilità di attribuzione, o negazione, ai Consorzi dei requisiti per l’esercizio di attività imprenditoriale di natura commerciale, presupposto necessario alla legittima detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti. Continua la lettura »

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Nel nostro ordinamento giuridico, l’articolo 139 cod. civ. disciplina la notifica degli atti processuali nel caso in cui non possa avvenire nelle mani proprie del destinatario, ex articolo 138 c.p.c. Nello specifico, tale articolo esplicita le modalità relative ai luoghi dove va ricercato il destinatario e le persona autorizzate alla ricezione della notifica.

Ciò posto, la notifica di un atto impositivo nelle mani di una collaboratrice di uno studio professionale ubicato nello stabile di residenza del contribuente è da considerarsi valida; questo principio è stato confermato dall’ordinanza n. 7638 depositata in data 28 marzo 2018 dalla Quinta Sezione Civile della Corte di Cassazione.

Nel caso di specie, il contribuente aveva proposto impugnazione avverso una cartella di pagamento dell’imposta di registro dovuta in relazione ad una scrittura privata, eccependo un difetto di notifica del prodromico avviso di liquidazione. Continua la lettura »

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Avv. Luigi Ferrajoli 19 aprile 2018

Accade di frequente di dover valutare l’ipotesi di attribuire la responsabilità civile nei confronti del trustee che, senza le dovute autorizzazioni da parte del disponente, pone in essere condotte contrarie ai doveri imposti dall’atto istitutivo del trust.

Al fine di comprendere se per tale condotta sia possibile contestare a detto soggetto una responsabilità civile per violazione del rapporto di fiducia sotteso a tale negozio giuridico e avanzare, per mano del guardiano, o dei beneficiari, una richiesta di risarcimento danni, occorre analizzare le disposizioni previste dalla Convenzione dell’Aja, dando un opportuno sguardo anche alla Legge di Jersey e di San Marino.

Come noto, in forza dell’art. 2 della Convenzione, “Il trustee è investito del potere e onerato dell’obbligo, di cui deve rendere conto, amministrare, gestire o disporre dei beni in conformità alle disposizioni del trust e secondo le norme imposte dalla legge al trustee”.

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Avv. Luigi Ferrajoli 12 aprile 2018

Un problema fondamentale che si è posto sin dagli inizi dello sviluppo delle attività commerciali in internet è quello relativo a determinare se e quando un’attività commerciale svolta tramite un server è produttiva di reddito e come debba essere sottoposta a tassazione; più in particolare, quando sia configurabile una “stabile organizzazione”, quando un’impresa estera, nello svolgimento di una propria attività di commercio elettronico diretto, si avvale di un server posto all’interno di altro Stato.

Si è infatti sentita, da parte degli operatori del diritto, l’esigenza di individuare un concetto di stabile organizzazione “virtuale” contrapposto a quello, tradizionale, di stabile organizzazione materiale o personale, che si può concretizzare attraverso l’individuazione di un significativo numero di contratti siglati con clienti fiscalmente residenti nello stato di destinazione per la fornitura di beni o servizi digitali. Continua la lettura »

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Avv. Luigi Ferrajoli 6 aprile 2018

Nell’analisi degli strumenti posti a garanzia di un soggetto che partecipa – con un ruolo di limitata autonomia decisionale e organizzativa – a bandi di gara europei per l’ottenimento di finanziamenti, assume un ruolo di determinante importanza l’istituto della manleva che – sebbene non tipizzato nel codice civile e, più in generale, nel nostro ordinamento – risulta un valido strumento giuridico di trasferimento del danno e degli effetti derivanti dalla responsabilità civile, inteso in termini tanto contrattuali che extracontrattuali.

Si parla, dunque, di contratto atipico, la cui legittimità deve essere valutata di volta in volta in relazione ai sovraordinati principi di legge e di ordine pubblico che, come è noto, possono limitare l’autonomia privata nella fissazione di talune regole convenzionali.

Preliminarmente, occorre osservare come – secondo autorevole dottrina – il contratto di manleva non subisca limitazioni di validità dalla vigenza della prescrizione di cui all’art. 1229 c.c., essendo la derivata disciplina sussumibile al tipizzato contratto di accollo.

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